FIP nel gatto


Feline Infectious Peritonitis
cos'e'

e' una malattia sempre letale causata dalla mutazione di un comune coronavirus intestinale (FCoV) che di se' non e' un patogeno importante; la FIP causa una grave vasculite. Che comporta versamenti e/o lesioni a tutti gli organi (rene, fegato, sistema nervoso centrale, ecc). Le cause di questa mutazione non sono attualmente chiare. Il sistema immunitario del gatto e lo stress sembrano giocare un ruolo in questa mutazione. 
La FIP si presenta in due forme: la forma umida o effusiva e la forma secca. La prima e' caratterizzata dalla presenza di versamento addominale e/o toracico; la seconda da sintomi legati agli organi colpiti: neurologici (es. atassia), epatici, renali, ecc. Le due forme possono coesistere; la forma secca a volte puo' evolvere in quella effusiva.

Quali gatti colpisce

Il FCoV e' estremamente diffuso nelle comunita' in percentuali che possono arrivare all'80-90% (gattili, ambienti chiusi con molti gatti), molto meno nelle colonie all'aperto. Solo il 5-12% dei gatti infetti sviluppera' la malattia, cioe' la FIP. Il rischio e' particolarmente elevato nei gatti di eta' inferiore ai 2-3 anni (e in misura minore sugli anziani).

Come si trasmette

il FCoV si trasmette attraverso l'ingestione o l'aspirazione (via oro-nasale) di particelle fecali. I cuccioli si infettano principalmente a 5-6 settimane in concomitanza con il calo degli anticorpi materni per contatto con le feci della madre.

Possibilità di contagio

la possibilita' di contagio del FCoV (non della FIP) e' elevata specie in ambienti con molti gatti che condividono le lettiere.

Come si cura

Non esiste cura per la FIP; c'e' solamente la possibilita' di alleviare i sintomi e/o prolungare la vita (settimane o al massimo mesi). Nelle forme effusive si puo' aspirare quotidianamente il versamento per alcuni giorni fino alla possibile remissione somministrando contestualmente desametasone per via intracavitaria (cioe' direttamente in torace o addome): cio' serve in primis ad alleviare i sintomi.

Farmaci di elezione

Cortisonici, antibiotici per controllare le infezioni batteriche secondarie. L'interferone omega felino puo' essere usato ma non ne e' dimostrata l'efficacia.

Farmaci da usare con attenzione

nessuno in particolare

Aspettativa di vita

FIP umida: giorni/settimane, alcuni mesi; FIP secca: mesi, fino a circa un anno. Non e' raro che una forma secca degeneri in forma umida.

Esiste un vaccino?

Non disponibile in Italia e, comunque controverso in termini di efficacia/sicurezza.

Come si accerta

innanzitutto attraverso la valutazione dei sintomi e tenendo conto di eta' e contesto di vita del gatto: nella forma umida o effusiva si ha presenza di versamento addominale, toracico, pericardico (raro). Il versamento ha una presentazione caratteristica: di colore paglierino, denso, ricco di fibrina con alto contenuto di proteine e assenza di batteri. Nelle forme secche i sintomi sono molto variabili e comprendono segni neurologici (atassia, nistagmo, anisocoria, ecc), uveite. Nessuno dei sintomi associati alla FIP e' patognomonico. La FIP si puo' ragionevolmente escludere verificando l'assenza di FCoV Ab/Ag (test rapidi/PCR) ma non esiste un esame di laboratorio che possa dare una certezza diagnostica di FIP. Alcuni esami che possono pero' indirizzare verso la diagnosi di FIP sono: inversione del rapporto Albumine/Globuline, citologia ed elettroforesi su versamento, livelli molto elevati della alfa-glicoproteina acida, valore molto elevato del titolo anticorpale. L'emocromo e i biochimici possono rilevare alterazioni aspecifiche quali: anemia non rigenerativa, linfopenia, neutrofilia, alterazioni epatico/renali. Le varie tecniche di accertamento dell'antigene o della presenza/titolo anticorpale (PCR, PCR quantitativa, test Elisa) non sono determinanti in quanto non distinguono tra la variante innocua del virus e quella patogena che causa la FIP. La presenza del FCoV e/o dei suoi anticorpi si puo' riscontrare non solo nelle feci, ma anche nel sangue e nei tessuti senza che cio' comporti la malattia o abbia un qualche valore prognostico. E' chiaro che se un gatto e' correttamente testato come negativo al FCoV non puo' avere la FIP; se e' positivo al FCoV, presenta segni clinici ed esami strumentali suggestivi di FIP, allora si e' di fronte ad una diagnosi presuntiva di FIP. La diagnosi "di certezza" scientifica di FIP puo' essere data solo dall'esame istologico/immunoistochimico.

Segni, sintomi clinici

Bisogna distinguere: l'infezione da FCoV puo' dare leggeri sintomi respiratori, una moderata diarrea autolimitante o essere asintomatica. Solitamente questi sintomi passano inosservati. L'infezione da FCoV, in assenza di reinfezione, puo' durare da qualche mese ad anni ma un gatto puo' rimanere anche positivo ed escrettore per tutta la vita. La FIP si manifesta essenzialmente nella forma umida (o effusiva) o nella forma secca: spesso la seconda puo' evolvere nella prima o la distinzione non sempre e' cosi' netta. La forma umida si manifesta con un ingrossamento anche molto evidente dell'addome oppure con difficolta' respiratorie (dispnea, tachipnea) in presenza di versamento toracico. Si puo' avere febbre altalenante, disoressia/anoressia. Nella forma secca si ha una estrema variabilita' nei sintomi che riflettono gli organi colpiti. Es: incoordinamento, atassia, tremori quando viene colpito il SNC (generalmente sono lesioni focali che comportano sintomi specifici); insufficienza renale, epatopatie quando ad essere colpiti sono reni e fegato; uveite, nistagmo, anisocoria se a carico dell'occhio e del sistema nervoso, ecc.

Isolamento

inutile: gli altri gatti conviventi sono stati sicuramente gia' esposti/infettati con il FCoV. Non ci sono riscontri che un gatto malato possa espellere il virus mutato.

Prevenzione/attenzioni particolari

in gattili, contesti con molti gatti e' praticamente impossibile prevenire il contagio del FCoV e quindi la possibilita' di casi di FIP. Bisogna cercare di contenere l'affollamento, fare il piu' possibile attenzione alla pulizia delle lettiere; limitare il piu' possibile le situazioni di stress (rehoming, confinamento)

Quali disinfettanti usare

sono efficaci i normali disinfettanti ad uso casalingo. Il virus, quando contenuto nelle particelle fecali, soppravvive al massimo per 7 settimane.

Ulteriori indicazioni

Non confondere la positivita' al coronavirus (FCoV) con la malattia. Gli attuali esami sierologici (ELISA) e di biologia molecolare (PRC) non sono in grado di distinguere il virus mutato da quello "innocuo": dunque sono poco utili utilizzati da soli a fini diagnostici. I cosiddetti "test FIP" e/o altri esami che rilevano la presenza del coronavirus (su feci, sangue, tessuti) non sono di per se' indicativi: se negativi permettono di escludere la possibilita' di FIP, se positivi da soli non sono diagnostici.

Trasmissione all'uomo e/o ad altre specie

no

Riferimenti, bibliografia scientifica
  • Feline Infectious Peritonitis: Hartman et al, Veterinary Clinics Small Animals 2005
  • Feline Coronavirus in Multicat Environments: Drechsler et al, eterinary Clinics Small Animals 2011
  • An update on feline infectious peritoniti: Diagnostics and therapeutics: Pedersen, Veterinary Journal 2014
  • Feline Infectious Peritonitis: ABCD Guidelines on Prevention and Management; Addie et al, Journal of Feline Medicine and Surgery 2009

La solita storia dei "test FIP"

La storia. Ci chiedono se possiamo prendere un gatto FIP: hanno altri gatti e non vorrebbero mai che venissero tutti contagiati. Con due domande si chiarisce la situazione: hanno portato il loro gatto a sterilizzare e il veterinario ha fatto fare, oltre al test FIV/FeLV, anche ...quello FIP.

Dal referto, oltre a non essere specificata la metodica utilizzata (ELISA, PCR, IFA, ecc) quel test veniva indicato espressamente come "test FIP".

Cio' e' scientificamente sbagliato perche' non e' come per FIV e FeLV in cui esistono dei test che consentono di determinare se un gatto adulto e' stato contagiato da quelle malattie: per la FIP non esiste alcun test di questo genere! Non esiste un test "FIP" ma solo test, che con varie metodiche a piu' o meno elevata sensibilita'/specificita', rilevano la presenza del FCoV: un virus, sostanzialmente "innocuo" e molto diffuso, che solo in una piccola percentuale di casi da' origine alla malattia, cioe' alla FIP.

Un gatto positivo al FCoV non ha la FIP e non e' detto che mai si ammalera' di FIP

In estrema sintesi: 
La maggior parte dei gatti (fino all'80-90% in comunita' al chiuso) puo' entrare in contatto e infettarsi con un virus che si chiama FCoV: e' un virus enterico che puo' dare sintomi respiratori e/o moderata diarrea autolimitante. Puo' esserci una remissione in tempi piu' o meno brevi o persistere per tutta la vita del gatto. 
In alcuni casi (5-12%) questo virus sostanzialmente "innocuo", sopratutto in gatti giovani (sotto i 3 anni), puo' subire una mutazione e dare origine alla FIP: una malattia sempre mortale.

Il virus si puo' trovare nelle feci (su piu' campioni, perche' l'eliminazione puo' non essere continuativa) o nel sangue e nei tessuti senza che cio' abbia valore diagnostico o ALCUN VALORE PROGNOSTICO, cioe' dare indicazioni sulla possibilita' di sviluppo della malattia. 
La diagnosi di FIP e' molto complessa e deve partire sempre dalla valutazione clinica dei sintomi: poi, una serie di esami possono indirizzare/suggerire/supportare una "diagnosi di FIP", ma bisogna ricordare che l'unica certezza si ha da specifici esami post-mortem (anche nella forma umida perche' possono esserci diverse cause di versamento). 
I cosiddetti test FIP, cioe' test del FCoV, possono essere utili SOLO come elemento di supporto ad una diagnosi di FIP e come strumento per escludere la possibilita' che un gatto possa ammalarsi di FIP (un gatto che risulti sieronegativo ai test antigenici e non abbia un titolo anticorpale significativo anti-FCoV non potra' mai ammalarsi di FIP).

Come screening, questo test e' un non-senso e finisce solo con il generare un ingiustificato allarmismo. Cioe' paure irrazionali che si possono tradurre in "isolamenti" non necessari (1) o peggio in abbandoni o richieste di eutanasia. In ogni caso con grave danno morale a carico delle persone che hanno il gatto.

Sia ben chiaro che quanto detto non sono nostri "pareri" ma quanto ciascuno puo' trovare su tutta la recente e meno recente letteratura scientifica (e su molti siti specializzati: es Sockfip (sito di N. C. Pedersen).

Che ad oggi ci siano ancora veterinari - e laboratori - che creano confusione sui test FCoV, qualificandoli erroneamente "test FIP" lascia basiti e profondamente sconfortati.

(1) L'isolamento di un gatto ammalato di FIP non e' necessario sia perche' gli altri gatti conviventi, con ogni probabilita', sono gia' stati contagiati con il FCoV, sia perche' "[...] il virus mutato non e' mai stato trovato in escrezion/secrezioni di gatti ammalati di FIP. Pertanto la trasmissione del virus FCoV mutato e' da considerare improbabile in circostanze naturali" (K. Hartman, Feline Infectious Peritonitis, Veterinary Clinics Small Animals 35 2005 39-79)