HCM - cardiomiopatia ipertrofica



La dicitura " HCM negativo " o " HCM N/N " aggiunta accanto al nome e alla foto di un gatto suona tanto bene e dà subito l'impressione di un allevamento serio, che ha a cuore la salute dei gatti e garantisce che il gatto sia nel presente che nel futuro avrà una salute a prova di bomba.

Insomma non c'è dubbio che una tale sigla sortisca un ottimo effetto pubblicitario.

E non c'è neppure dubbio che sia l'etichetta di un allevamento scrupoloso, che ha a cuore la salute dei suoi gatti e si adopera con tutti i mezzi oggi a disposizione per fare il meglio possibile.

Vogliamo ora qui seguire passo passo la storia di questo test genetico HCM.

Alcuni allevatori si sono trovati a lavorare con linee malate: i gatti, fino ad un certo punto sani, mediamente all'età di due anni i maschi, a tre le femmine, si ammalavano e poi morivano. Gli stalloni e le fattrici improvvisamente non erano più validi, i clienti scontenti ... insomma un disastro.

Si è così cominciato a studiare la malattia e a sottoporre i riproduttori al test ecografico. Così non appena un riproduttore manifestava un ispessimento delle pareti cardiache, segno probabile dell'insorgere della malattia, questi veniva prontamente escluso dal ciclo riproduttivo. Non solo: l'allevatore coscienzioso cercava di riprendersi indietro tutti i figli di questo soggetto o per lo meno raccomandava ai nuovi proprietari di sterilizzarli. In Germania e paesi nordici limitrofi addirittura si sono istituite unità mobili adeguatamente attrezzate con apparecchiature e personale qualificato, in grado di testare anche 50-60 gatti al giorno. Il personale deve essere specializzato altrimenti l'ecografia non e' facile da interpretare, tanto più che un ispessimento delle pareti cardiache può essere causato anche da altre malattie, che ovviamente debbono venire escluse ai fini di una diagnosi certa. Insomma in quei paesi è scoppiata una vera psicosi dell'HCM. Si è arrivati addirittura a compilare una "lista nera " dei Maine Coon.

La malattia però il più delle volte non è presente fin dalla nascita; il gatto per alcuni anni sta bene. Così può benissimo darsi che un soggetto oggi risulti sanissimo all'esame ecografico e poi dopo alcuni mesi invece non lo sia più. Di qui la necessità di ripetere spesso l'ecografia. E non dimentichiamoci che un esame ecografico per un gatto rappresenta sempre un grosso motivo di stress. Su diversi siti di allevamenti stranieri compariva accanto al micio la dicitura HCM negativo e vicino la data dell'ecografia.

Certo la cosa migliore sarebbe stata sviluppare un test che individuasse precocemente l'anomalia, ancor prima dell'insorgere della malattia.

E così un gruppo di ricercatori ha preso in esame un certo numero di Maine Coon che al test ecografico erano risultati malati di HCM, e ne ha studiato il DNA. E' stato scoperto che tutti questi presentavano una mutazione di un certo gene.

E' quindi stato preparato un test genetico in grado di individuare, se nel gatto Maine Coon in questione sia presente o meno tale mutazione. E, siccome i geni vanno sempre a coppie, si stabilisce anche, se uno solo di questi ha la mutazione o entrambi. N/N significa che entrambi quei geni non hanno la mutazione. HCM eterozigote significa che uno dei geni ha la mutazione e l'altro no. HCM positivo omozigote significa che entrambi i geni hanno la mutazione.

E così finalmente sembrava di aver trovato la soluzione. Testare geneticamente tutti i Maine Coon ed escludere dalla riproduzione tutti quelli positivi, riuscendo ad estirpare definitivamente la mala semenza.

E così ancora in Germania e paesi limitrofi tutti si sono affrettati a testare geneticamente per l'HCM i loro gatti. Peccato che circa un 30% dei soggetti sia così stato escluso dalla riproduzione. Un bel colpo alla varietà genetica, ma, se era necessario, andava pure fatto.

Dopo qualche anno la notizia è approdata in Italia, dove fino a poco prima non si era saputo niente di tutta la faccenda. Mentre all'estero da diversi anni tutti erano infervorati nella lotta all'HCM, noi non ne sapevamo niente ! Bisognava recuperare il tempo perduto ed adeguarsi in fretta. Per non passare per ignoranti ed irresponsabili. E ci si e' prontamente attrezzati per eseguire il test genetico anche in Italia. Molti allevatori hanno aderito all'iniziativa ed anche alcune associazioni feline hanno reso obbligatorio il test.

E questo è lo stato attuale delle cose in Italia. Purtroppo il filo di collegamento con la Germania pare si sia bruscamente interrotto e così siamo rimasti congelati in questa situazione e all'oscuro dei nuovi sviluppi. Mentre invece la ricerca va avanti.

Uno studio parallelo su un'altra razza di gatti ha individuato un'altra mutazione genetica come responsabile dell'HCM. Si è quindi concluso che per il Maine Coon andava controllata una certa mutazione, mentre per l'altra razza andava controllata l'altra mutazione.

Un ulteriore studio su un altro gruppo di Maine Coon poi ha fatto emergere un'altra mutazione genetica, che potrebbe essere collegata all'HCM. E' così stato sviluppato un secondo test genetico HCM per il Maine Coon, che è già approdato in Germania. A questo punto gli allevatori tedeschi hanno cominciato a preoccuparsi.

Chi aveva già speso un bel po' di denaro per far testare tutti i suoi gatti e pensava così di potersene stare tranquillo, si è sentito cascare le braccia a pensare di dover cominciare da capo con un altro giro di test. Chi poi aveva dovuto sterilizzare alcuni dei suoi riproduttori risultati positivi e ne aveva comperati altri si preoccupa ancora di più. Senza pensare poi che un'altra bella " scremata " di un altro 30 % porterebbe il pool genetico del Maine Coon a ridursi ad un 40% di quello iniziale.

Ed ecco che alcuni allevatori tedeschi hanno cominciato a parlare di " isteria dell'HCM ".

Una ricerca svolta presso l'università di Monaco di Baviera poi ha concluso che, con i soggetti da loro esaminati , si può concludere che non vi è alcuna relazione fra i risultati dei test genetici HCM e la malattia. L'unico metodo di indagine sicuro è l'ecografia.

Nel frattempo però una ulteriore ricerca americana svolta su un altro gruppo di Maine Coon avrebbe individuato una terza mutazione che potrebbe essere collegata con l'HCM. Il test non e' ancora approdato in Germania, ma è chiaro che, procedendo allo stesso modo, si potrebbe eliminare un altro 30% dei Maine Coon, riducendo così il pool genetico ad un 10% di quello iniziale.

A questo punto viene da chiedersi, se escludere dalla riproduzione tutti i Maine Coon risultati positivi al test genetico sia un atto di eugenetica responsabile o se non sia invece, seppur in buona fede, uno sterminio della razza.

Nel frattempo poi un'altra ricerca fatta in Francia è giunta alla stessa conclusione: non vi è alcuna relazione fra i risultati dei test genetici HCM e la malattia.

Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E così anche in America un'ulteriore ricerca è giunta allo stesso risultato: i test genetici non sono validi ai fini dell'individuazione della malattia e quindi del tutto inutili.

 

Per questo motivo la nostra associazione ha tolto tale test dall'elenco dei test proposti.


TRATTO DAL SITO          http://whiteforest.altervista.org/news/zibaldone/HCM3/hcm3.html


COSA AGGIUNGE SUNNY ELF CATTERY?

  1. l'HCM è comunque una malattia congenita che non è riconosciuta nella razza DEVON REX.
  2. chi scrive sul proprio sito che i propri cuccioli di devon rex sono " GARANTITI" perchè i genitori risultano negativi al test, dice eresie.
  3. chi scrive che gli allevamenti di devon rex che non testano i propri riproduttori " NON SONO SERI" vi sta letteralmente prendendo in giro
  4. per avere la prova di quello che diciamo, chiedete a questi saccenti allevatori di scrivere nel contratto che il vostro cucciolo sarà garantito a vita... dopo di che ne trarrete voi personalmente le conclusioni.
  5. comunque sia, ripetiamo fino alla nausea, l'HCM non è una patologia del devon rex.